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I Pink Floyd sono stati un gruppo inglese molto longevo, attivo dalla metà degli anni '60 fino agli anni '90, creando col tempo una delle più grandi realtà musicali di sempre. Fondamentali nella creazione di una scena musicale psichedelica inglese grazie anche e soprattutto al genio creativo e alla grandisima personalità di Syd Barrett.

OriginiModifica

Pink Floyd vengono ufficialmente fondati nel 1965 da tre studenti di un istituto tecnico di Cambridge: Roger Waters al basso, Nick Mason alla batteria e Richard Wright alle tastiere, ai quali più tardi si aggiunge anche il chitarrista Roger Keith Barrett, detto "Syd". Il sound iniziale della band si avvicinava molto al blues, tant’è che il nome stesso del quartetto è un omaggio ai due bluesman americani Pink Anderson e Floyd Council. Agli inizi del 1966 i Floyd si esibiscono costantemente nei locali londinesi, subendo ben presto le influenze della cultura underground e lisergica, che caratterizza fortemente la loro musica. Ben preto diventano famosi per i testi delle loro canzoni, visionari e astratti, ma anche per la realizzazione di innovativi light show, concerti accompagnati dall’uso di luci caleidoscopiche che non fanno altro che accrescere gli effetti delle melodie stesse.

The PiperModifica

È in questo contesto che il quartetto viene adocchiato da un paio di giovani manager che vedono in loro una potenziale band dal futuro eclatante. Vengono così firmati i primi contratti con le case discografiche e l’11 marzo del 1967 esce il primo singolo: Arnold Layne, l’allegra rassegna della storia di un trans; egue dopo poco il primo album, nell’estate dello stesso anno: The piper at the gates of dawn. Quest’opera è celeberrima nel mondo della discografia mondiale in quanto costituisce l’unico disco che vede l’attiva presenza e collaborazione del leader del gruppo Barrett, oltre che essere l’unica opera interamente psichedelica della discografia del quartetto britannico.

L'allontanamento di BarrettModifica

Dopo l’inaspettato successo dell’uscita del pifferaio i Pink Floyd partono per un tour negli stati uniti, dove iniziano a sorgere i primi problemi nella band: Syd Barrett mostra i primi sintomi di una grave schizofrenia, provocata dal suo abuso di stupefacenti, che lo porta ad un definitivo distacco dagli altri tre, che si vedono costretti a cercare un nuovo chitarrista. Dopo numerose audizioni viene assunto David Gilmour, che all’inizio si rivela talmente abile rispetto al vecchio trio, che continua a pensare di voler andarsene dalla band, la quale si ritrova un altro problema: la stesura dei testi, lavoro che aveva fino ad ora svolto Syd Barrett. Nel 1968 esce in ogni caso il secondo album del quintetto, A Saucerful Of Secrets (Syd, benché passivamente, partecipa sporadicamente alle registrazioni e alle prove). A questo segue un opera abbastanza trascurata dalla critica: More, colonna sonora del film omonimo diretto da Schroeder. Nel 1969 esce una pietra miliare della composizione pinkfloydiana: Ummagumma, un efficacissimo doppio cd contenente una parte live, più psichedelica e una parte studio molto più sperimentale a all’avanguardia.

Il successoModifica

Nell’ottobre dell’anno successivo, dopo aver realizzato la colonna sonora del film di Michelangelo Antonioni Zabriskie Point, esce il loro disco progressive, come lo definiscono i critici: Atom Heart Mother. Contemporaneamente escono i due dischi solisti di Barrett, The madcap laughs e Music From The Body di Roger Waters. Nel 1971 esce Meddle, dominata dall’eccezionale suite Echoes e la strumentale One Of These Days. Nel giugno successivo esce Obscured By Clouds, anche questo destinato a fungere da sound track di un altro film di Schroeder, ma questa volta con risultati insoddisfacenti. Fortunatamente il quartetto si riprende con il film-documentario Live At Pompeii, un immenso concerto a tutti gli effetti con la piccola variante del pubblico inesistente. La band suona alcuni tra i pezzi più belli e significativi, come Careful with that axe, Eugene o Set the controls for the heart of the sun, in un’arena completamente vuota, creando un atmosfera a dir poco mistica.

Da "The dark side.." a "The wall"Modifica

Il 1973 è un anno importantissimo per la carriera floydiana e per la storia della musica rock: a gennaio di quest anno risale in fatti l’uscita del prisma, ovvero "The dark side of the moon" (30 milioni di copie vendute). I brani, tutti scritti da Roger Waters, costituiscono un efficacissimo concept album riguardante le problematiche e la psicologia dell’uomo occidentale. A distanza di due anni dal lato oscuro della luna esce "Wish you were here": questo disco risente molto dell’assenza\presenza di Barrett che ogni tanto si presenta alle registrazioni come spettatore, al quale il quartetto ha dedicato brani come Shine on you crazy diamond. Nel 1977 esce "Animals", altro concept album (come i due precedenti) fortemente allegorico. Questo disco riassume, attraverso l’uso di figure animalesche (cane, maiale e pecora) la società tripartita vista da Waters, costituita dai politici che detengono il potere, dal proletariato, ribelle, infelice, ma impotente e dalla popolazione bigotta che si fa sottomettere da quelli che hanno soldi e cariche. Durante un tour in questo periodo avviene una specie di rottura tra Waters e il pubblico, una sorta di muro di incomunicabilità ed incomprensione che ispirerà lo stesso alla scrittura dell’album venturo: il famosissimo "The Wall". "The Wall" è un altro concept album, basato nuovamente sull’alienazione dell’uomo, in particolare quella della rock star Pink che si costruisce una barriera insormontabile che lo separa dalla gente comune. Il doppio album si conclude con l’abbattimento del muro e l’ascesa del protagonista tra la gente comune. Da questo album è stato tratto anche un film, omonimo, diretto da Alan Parker, interpretato da Bob Geldof con gli angoscianti disegni dello scenografo Scarfe.

Allontanamenti e cambi di formazione Modifica

Senza WrightModifica

Nel 1979 però tra i componenti della band inizia ad esserci qualche screzio, il più grave dei quali porta all’allontanamento del tastierista dal gruppo da parte di Waters, che, abusando del suo potere, lo accusa di essere inutile e nullafacente. Nel 1983 esce "The final cut", che, benché sia firmato P.F., è da considerarsi un disco del solo Waters, che attraverso i brani tesse la storia della sua vita, parlando della morte del padre durante la grande guerra. Wright, Gilmour e Mason, considerando l’album troppo personale, erano contrari alla sua registrazione, ma waters fece loro notare che se non avessero fatto come voleva lui, loro tre da soli non sarebbero stati in grado di produrre brani all’altezza dei suoi.

Senza WatersModifica

La band, una delle più famose della storia della musica, innovatrice e creatrice di un genere musicale a sé, il pinkfloydsound, si scioglie ufficialmente nel 1983, da dove iniziano le numerose battaglie legali per chi dovesse avere il nome Pink Floyd. Alla fine vincono Mason, Wright e Gilmour, che pubblicano svariati album e raccolte come: "A Momentary Lapse Of Reason" (1987), "Delicate Sound Of Thunder" (1988), "The Division Bell" (1994), l’anno dopo "Pulse", "Is there anybody out there" (1995) ed "Echoes" (2001). Contemporaneamente Waters produce "Radio K.A.O.S.", "Amused To Death", "In the flesh", "flickering flame" e "Ca Ira", escono anche numerose raccolte di canzoni Barrettiane come "Opel" e "Wouldn't you miss me", viene realizzato "Broken China" di Wright, e "On An Island" di David Gilmour.

FormazioniModifica

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